La fisica moderna ha ormai accertato in via definitiva che tutta la materia dell’universo, dagli atomi alle molecole ai pianeti e alle stelle, è composta unicamente da energia pulsante a varie frequenze e con particolari schemi di concatenazione. Tale energia, che costituisce il “materiale” fondamentale dell’universo, è ciò che i cinesi chiamano “Qi”.

Il Qi Gong, quindi, è un sistema tramite il quale ciascun individuo può imparare a operare con le energie del corpo, del pianeta e dello stesso cosmo, così da raggiungere la condizione ideale di equilibrio e armonia da cui dipendono salute e longevità.
Il termine  “Gong” in cinese significa energia e tempo: uno studio e un allenamento che necessita di energia e tempo per essere portato a compimento attraverso una vasta serie di esercizi finalizzati ad aiutare il Qi che risiede nel nostro corpo a muoversi in armonia con il Qi dell’universo.
Il Qi Gong insegna ad armonizzare il corpo, la respirazione, la mente, il  Qi e lo Shen; quest’ultimo rappresenta la parte spirituale che ci lega all’origine di tutte le cose.
Tutto il corpo è vivo, compreso ogni globulo sanguigno, ogni tessuto nervoso e ogni fibra muscolare. Per mantenersi in vita e conservare la propria capacità di funzionamento, tutte queste fondamentali strutture fisiche hanno bisogno del Qi. Il sistema che distribuisce il Qi in tutto il corpo assomiglia molto all’impianto elettrico di una fabbrica che collega la fonte energetica alle macchine. Questo collegamento è rappresentato dai 12 meridiani principali che la medicina cinese assimila a fiumi. La suddivisione dei meridiani per funzioni ha uno scopo puramente didattico, mentre nel profondo ogni meridiano è collegato a tutti gli altri, perché il circolo energetico è uno e mai và dimenticato che la persona è un intero. I tre elementi essenziali per la pratica del Qi Gong sono la mente, la respirazione e la postura (disciplinare la mente, la respirazione e il corpo). Si legge nei testi classici della medicina cinese: “ Se la postura non è corretta il Qi non circolerà liberamente, se il Qi non circola liberamente la mente non si calmerà, se la mente non è calma, il Qi si disperderà”.
Attraverso la conoscenza possiamo diventare consapevoli di chi siamo e responsabili della nostra salute psicofisica.

1)      TIAO SHEN- controllo del corpo

Rilassamento

1°  livello posturale (superficiale) . Il corpo assume una posizione comoda.

2°  livello muscolare (intermedio). Si rilassano muscoli e tendini in profondità, e permettere l’apertura dei canali di scorrimento del Qi e l’accumulo nel Dan Tian inferiore (punto del corpo che è in grado di immagazzinare e generare il Qi, si trova a tre dita sotto l’ombelico definito in MTC “ oceano di Qi “)

3°  livello interno (avanzato). Percezione degli organi interni e del midollo osseo.

Solo a questo livello il Qi raggiunge ogni parte del corpo.

Radici

Stare stabili sul terreno. Rilassare ogni parte del corpo e trovare una posizione comoda. Quando ci scorderemo della forza di gravità che ci lega al terreno, permetteremo al nostro corpo di elevarsi senza tensione e al Qi di depositarsi nel Dan Tian.
Saremo stabili come un albero, con le radici ben piantate nel terreno.

2 ) TIAO XI – Controllo del respiro

La mente e il respiro sono strettamente dipendenti l’uno dall’altro. Se la mente si calma il respiro diventa sempre più regolare e di riflesso se il respiro diventa più regolare la mente a sua volta si tranquillizza.

3)      TIAO XIN – Controllo della mente.

Regolare la mente significa usare la coscienza per fermare le attività quali idee, emozioni e  pensieri. Questo significa che la maggiore difficoltà nella pratica è fermare il pensiero, solamente quando si è nello stato di “pensiero del non pensiero“ si è completamente rilassati ed allora si è capaci di raggiungere lo stato di rilassamento in profondità fino agli organi interni e al midollo.

4)      TIAO QI- Controllo del Qi

Si impara a sentire il Qi e farlo fluire in modo naturale e morbido, poi si impara a farlo crescere ed immagazzinarlo, infine a convogliarlo sempre più in profondità negli organi interni e nelle ossa.

5)      TIAO SHEN- Controllo dello spirito.

Volontà, pazienza e perseveranza sono i punti fondamentali del controllo dello spirito. Solo uno spirito forte può avere una volontà ferma. Quando la mente è ferma lo spirito sarà calmo e saldo.
La pratica del Qi Gong proposta all’interno del metodo LeFay comprende una serie di esercizi denominati “otto pezzi di broccato”. Gli otto pezzi di broccato sono stati creati in Cina, dal generale Yue Fei (nato il 15 Febbraio 1103 a.C. ) durante la dinastia Song, per migliorare lo stato psicofisico dei propri soldati.
Da allora questi esercizi sono divenuti tra i metodi più utilizzati per migliorare lo stato della propria salute e prevenire l’insorgere di malattie. In migliaia di anni, sono state create varie versione e stili differenti per questo esercizio e non importa quale di queste si applichi; i principi, la teoria e gli scopi sono rimasti quelli originali.

Il Qi Gong si basa sulla teoria del San Bao o i Tre Tesori della Vita:

Jing tradotto con: “essenza” è in tutte le cose. Può essere considerato la sostanza primaria o la fonte originale da cui una cosa deriva e che ne rivela la vera natura. In rapporto ad animali o esseri umani, indica la vera fonte originale ed essenziale della vita e della crescita. Viene trasmesso dai genitori (Jing originale) e, in parte, viene incrementato dal cibo e dall’aria (Jing acquisito).

  • Qi
  • Shen che può essere tradotto come spirito, Dio, immortale, soprannaturale etc… cioè la particolarità che ci rende uomini.

Con la pratica si insegna a consolidare  il Jing affinché possa essere trasformato in Qi per elevare lo Shen.
Per i Taoisti e Buddhisti, il fine ultimo della coltivazione di Shen consiste nel formare o generare da esso un embrione spirituale (Xian Tai) e nutrirlo fino a quando il bimbo spirituale nasce e raggiunge l’indipendenza. La pratica del Qi Gong è varia nelle forme e nelle posture, comprende posture da sdraiati, da seduti, in piedi e in cammino e la combinazione di forme in movimento e stazionarie. Sono semplici e facili da apprendere.
In altri termini il Qi Gong è semplice nel movimento, facile da apprendere e capire, vario nella forma e può essere scelto in conformità con le specifiche condizioni dei praticanti. Il Qi Gong nella sua semplicità insegna ad entrare in noi stessi chiudendo momentaneamente le porte al mondo esterno, questo ci permette di imparare, attraverso il fisico, la mente e il respiro, a conoscerci realmente.

BA DUAN JIN (8 PEZZI DI BROCCATO)

Prima di dare inizio ad ogni movimento, respirare con calma attraverso il naso, stare con la testa diritta, fissare lo sguardo verso il vuoto, rilassare tutti i muscoli. Stare in questo stato di concentrazione mentale per prendere coscienza del proprio respiro e portarlo nel Dan Tien. Mentre si piegano le ginocchia, separare il piede sinistro da quello destro tenendolo nell’ampiezza delle spalle. La lingua deve essere spinta contro il palato. Il bacino ruotato in avanti per permettere l’allungamento della colonna.

1° movimento – tenere il cielo in alto con le mani

Scopo: sposta l’energia dall’alto verso il basso e viceversa attraverso il corpo e stabilizza l’energia nel triplo riscaldatore regolando tutti gli organi interni, connessi ai “tre fuochi“, da cuore e polmoni in alto, fino all’intestino e ai reni in basso.
Si inizia con i piedi uniti e paralleli, le ginocchia flesse, le braccia lungo il corpo, la punta della lingua tocca il palato.
Portare le mani con i palmi rivolti verso l’alto davanti al Dan Tian come a sostenere una palla. Intrecciare le dita e, inspirando, sollevare “la palla” verso l’alto. All’altezza del viso ruotare le mani e stendere le braccia verso l’alto e raddrizzare le gambe. Rivolgere lo sguardo al centro delle mani, poi raddrizzare il capo e guardare diritto. Staccare le mani ed, espirando, scendere con le braccia e riportare le mani davanti al Dan Tian, piegando le ginocchia.
Concentrarsi inizialmente sul movimento delle braccia, renderlo armonioso e circolare come le ali di un uccello. Poi concentrarsi sull’aria che ci circonda, immaginando che si stia nuotando nell’acqua. Quando le braccia salgono, concentrarsi sul muovere il Qi dal Dan Tian  verso l’alto,  quando si scende la concentrazione va indirizzata nella direzione opposta. Ripetere per otto volte o multipli di otto.

2° movimento – prendere di mira un’aquila

Scopo: apre il VG e i tre meridiani yin e yang delle braccia e della mano, aumenta la forza nelle gambe, corregge l’assetto della colonna e ha un ottimo effetto sulla vista e sugli occhi; anche per l’importanza che è data alla concentrazione dello sguardo sul bersaglio.
Con la rotazione del busto verso sinistra, secondo la tradizione, si lavora sul Fegato, con la rotazione verso destra, invece, si lavora sul Polmone. In effetti l’enfasi è comunque posta sul torace e sulle braccia dove corre il meridiano del Polmone. Dalla posizione finale del movimento precedente, allontanare il piede sinistro ed assumere la posizione di andare a cavallo. Inspirare mentre si sollevano le braccia di fronte a noi e incrociarle a livello del torace. Espirare mentre si stende il braccio sinistro come se si tendesse un arco. L’indice e il medio della mano sono estesi le altre dita sono piegate e unite tra loro. Girare la testa a sinistra e guardare lontano oltre le dita puntate come se si stesse prendendo di mira un’aquila. Nello stesso tempo chiudere la mano destra a pugno come se si tendesse la corda dell’arco e portarla indietro all’altezza della spalla. Il gomito è orizzontale e parallelo al pavimento. Ritornare al centro con le braccia incrociate, le ginocchia risalgono leggermente.

3° movimento – Separare la terra dal cielo

Scopo: lavora su stomaco e milza, stabilizzando gli organi digestivi e i punti del corpo dove l’energia della terra viene assorbita.
Mentre si inspira portare le mani a livello dell’addome come se si tenesse una palla. Espirare quando si separano. Una mano si solleva sopra la testa col palmo in alto e le dita verso la spalla opposta, l’altra scende con il palmo rivolto verso il basso. Estendere le braccia ma non completamente, senza rigidità. Inspirare e portare le braccia verso l’addome nella posizione iniziale. Espirare e separare le mani invertendone la posizione. Spostare le mani avendo l’impressione di spingere qualcosa che faccia resistenza senza tensione muscolare. Concentrare energia nelle mani, sul punto Lao Gong (si trova al centro del palmo). Quando le mani sono a livello dell’addome, avere l’impressione di tenere una palla di energia, quando si separano questa energia si estende dalle braccia fino alle dita. Immaginare che la mano sopra la testa regga il cielo, mentre quella in basso tenga a bada un animale. Come si muovono le mani così si muove il Qi. La mano che sale fa salire l’energia nel meridiano della milza, mentre la mano che scende muove l’energia nel meridiano dello stomaco.

4° movimento – lasciare dietro di sé le 7 afflizioni ( guardare a sinistra, a destra e dietro ) “Quando i 5 organi sono affaticati e le 5 emozioni troppo intense ci si ammala”.

Scopo: questo esercizio ha un’azione profonda su uno degli otto meridiani straordinari, il “Dai Mai“ o “meridiano cintura“; la torsione del capo stimola il 14 VG ( Du Mai, altro meridiano straordinario che corre lungo la colonna vertebrale) . Previene le 5 debolezze e le 7 ferite, rende la colonna più flessibile, espelle l’energia negativa che si deposita internamente. Mani all’altezza dell’ombelico, gambe piegate, portare le braccia lungo i fianchi con i palmi delle mani rivolti dietro. Inspirando ruotare la testa a sinistra il più possibile, le gambe si estendono leggermente e le mani  ruotano dall’interno verso l’esterno, in senso antiorario. Espirando tornare alla posizione di partenza. Ripetere 4 volte da un lato e 4 dall’altro o multipli.
Per compiere la rotazione completa occorrono minimo 15 secondi ed altrettanti per tornare alla posizione di partenza. All’inizio del movimento, durante l’inspirazione, concentrarsi sul Dan Tian, nell’espirazione concentrarsi sul perineo, fino a scendere nella pianta dei piedi, spingendo il Qi fino a terra ed aiutando l’eliminazione del Qi che è stato consumato dalle 5 debolezze e compromesso dalle 7 ferite. Le cinque  debolezze si riferiscono alle malattie dei 5 organi: fegato, cuore, milza, polmoni, reni. Le sette ferite si riferiscono alle emozioni basilari: rabbia, eccessiva gioia, preoccupazione, tristezza, disperazione, paura, panico.

5° movimento – ruotare la testa ed equilibrare il bacino “ Girare la testa e ondeggiare la coda per rimuovere le malattie del cuore “

Scopo: dissolve il fuoco del cuore, controlla la distribuzione del sangue e dell’energia dal cuore e dai polmoni verso tutto il corpo. Mani all’altezza dell’ombelico, con i palmi rivolti verso l’alto sollevarle all’altezza del viso e ruotarle alzandole sopra la testa come a sorreggere il cielo. Abbassare le braccia e mettere le mani nella piegatura dell’inguine con i pollici verso l’esterno, inspirando, girare il busto verso destra. Guardando il piede sinistro, flettere il busto verso il basso e ruotarlo verso il centro. La testa segue il movimento e guarda il pavimento, poi ruota verso sinistra e lo sguardo è rivolto verso il piede destro. Espirando ritorno alla posizione iniziale. Ripetere lo stesso movimento verso il lato sinistro. Inspirando la concentrazione parte dalla pianta del piede, sale fino al polmone (dalla parte flessa) e assorbe il fuoco del cuore. Espirando si espelle questa energia dal polmone. Ripetere quattro volte per lato o multipli.

6° movimento – Le mani si uniscono ai piedi “afferra i piedi con le due mani per curare il tuo bacino”

Scopo: rafforza il girovita e i reni, porta energia vitale al sistema nervoso centrale. Gambe unite e ginocchia leggermente piegate, schiena diritta, bacino ruotato in avanti. Inspirando dalla posizione di partenza con le mani davanti al Dan Tian (con i palmi rivolti verso l’alto), intrecciare le dita, sollevarle all’altezza del viso e ruotarle. Sollevarle verso l’alto come a sorreggere il cielo mentre lo sguardo segue le mani. Riportare lo sguardo in avanti staccando l’intreccio delle dita (i palmi sono rivolti verso l’interno). Espirando, abbassare le mani all’altezza delle spalle mantenendo la posizione, portarle dietro la schiena e farle scivolare lungo la stessa e successivamente lungo le gambe piegando il busto in avanti. Piegare leggermente le ginocchia e con le mani raccogliere l’energia della terra con l’intenzione di portarla ai reni. Inspirando ritornare in posizione eretta con le braccia stese verso l’alto. Riportare le mani davanti al Dan Thian e ripetere per otto volte. Concentrarsi sull’energia che sale dalla pianta dei piedi sino alla zona renale per poi salire fino alla testa.

7° movimento – colpire col pugno “Grandi e piccoli fino al cielo, per attraversare i propri 5 organi”.

Scopo: porta l’energia dall’interno all’esterno del corpo, tonifica il fegato, rinforza i tendini e la muscolatura.
Dalla posizione di partenza allontanare il piede sinistro ed assumere la posizione di andare a cavallo, serrare i pugni e piegare i gomiti portando i pugni all’altezza della vita (il dorso del pugno verso il pavimento). Inspirare, espirando allungare il pugno sinistro e contemporaneamente spalancare gli occhi, aprire la mano e ruotarla come per afferrare e stringere forte il pugno e riportarlo al fianco inspirando lentamente, ripetere con l’altro braccio. Concentrarsi sulla contrazione dei muscoli e dello sguardo mentre si espira, concentrarsi sul rilassamento quando si inspira.

8° movimento – Sollevarsi sulla punta dei piedi “battere il piede sette volte”

Scopo: sblocca e fortifica i meridiani yin e yang del piede, scioglie e rilassa tutto il corpo. Si usa molto per eliminare tutti i fattori patogeni, tutti i “rifiuti e le sporcizie” ancora presenti nell’intero organismo (corpo, respiro, mente) o riportati in superficie dagli esercizi precedenti. Reattiva la circolazione di sangue ed energia, stimola l’allegria e la serenità.
Iniziare dalla posizione ginocchia unite e non flesse, tenere la testa allineata alla colonna. Inspirare e sollevarsi lentamente sulle punte dei piedi spingendo la punta della testa verso il cielo, cercando di non sollevare il mento ma tenendolo leggermente indietro. Restare in questa posizione per 2-3 secondi cercando di percepire l’allungamento della colonna. Espirando scendere di colpo e se il corpo è molto rilassato i denti devono sbattere leggermente. Concentrarsi sulla energia che salendo nel corpo fa vibrare la colonna fino al punto più alto della testa. Ripetere l’esercizio per sette volte.

A cura di:
Dott.ssa. Paola Falvo - Operatrice Shiatsu, Tuina e Qi Gong. Diploma triennale di operatrice Shiatsu presso l’associazione Sole Luna di Verona, Corsi biennale di Tui Na e Qi Gong presso la Scuola Wu Wei Brescia, corso annuale di di Tuina e Qigong tenuto da Wen Zhongyou dell’università dello Yannon. Ha inoltre partecipato a numerosi corsi di fitoterapia energetica e scientifica presso l’associazione Shen Ti. Insegna Massaggio Cinese (Tui Na) presso il Centro I d’ O e Shen Ti. E’ la responsabile dell’ insegnamento di Qi Gong  presso i Centri Lefay