Vi sono in medicina cinese dei capitoli oscuri, vi sono cioè alcuni “passaggi” dei testi classici (del periodo Han III sec. A.C) che fanno intravedere alcuni concetti affascinanti ma poco spiegati. Uno di questi è il concetto dei 4 Mari. Questo è descritto in poche righe di uno specifico capitolo (cap. 33) di uno dei grandi, canonici, libri della medicina cinese (il Ling shu che può essere tradotto con “perno spirituale”).

Vediamo di “comprendere” questo concetto. Intanto ricordiamo che per i testi Classici i 4 mari sono i limiti dell’Impero Cinese. In analogia a questi anche all’interno dell’uomo esistono 4 mari; e di nuovo analogamente si afferma essi pure rappresentano il “limite” dell’azione umana, dell’ essere Uomo. Concordiamo con il lettore che a questo punto è necessario definire cosa si intende per “limiti” ed ancor più per “grandi limiti dell’essere vivente”.

Quindi: quali sono i limiti dell’uomo (analoghi ai limiti dell’impero)? E’ evidente che molto dipende dal punto di vista adottato. Innanzitutto – come già ricordato – i limiti “mari” non sono sotto il nostro domini, cioè sono svincolati dal controllo della coscienza, dell’ “Io”. Proviamo a comprendere. Probabilmente (abbiamo accennato che si tratta di un passaggio “oscuro” dei classici che lascia spazio a diverse interpretazioni) il primo limite dell’Uomo sta in se stesso: si tratta di tutto ciò che ha ereditato non solo dal punto di vista fisico ma anche psicologico (e spirituale). Come ereditiamo un viso o una forma della mano si ereditano immagini, “archetipi” o più semplicemente “traumatismi”, “aspirazioni”, e “frustrazioni”. Per noi questo il luogo dove si “accumulano” tutte queste inconsce “informazioni” è il Cervello che viene chiamato in medicina cinese “mare del midollo”. E questo è il primo limite con cui ciascuno di noi deve convivere. E’ il nostro patrimonio genetico “psicologico” se così si potesse dire.

Poi un altro grande limite: ciò che riceviamo dall’esterno. Possiamo vivere in una terra che confina con un mare popolato da squali (si pensi ad esempio ai “bambini soldato” dell’Africa) oppure in un mare che “offre” una grande quantità di pesci di grande qualità. E questo è lo “Stomaco” che viene chiamato nei classici “ mare dei liquidi e dei grani”. E questo II° limite è il nostro II° mare. In questo senso, quindi, questo “mare” rappresenta il contenitore posto al confine dell’Uomo sul quale si accumulano gli stimoli (fisici – alimentari, psicologici e spirituali) che provengono dall’esterno.

Proviamo a spiegarci un po’ meglio. Lo Stomacomare degli alimenti” rappresenta il modo con cui noi “digeriamo” ciò che ci arriva dal “mondo che ci è esterno”. Non è detto che “l’alimento” fisico, psichico o spirituale che riceviamo sia uno “squalo”. Anche. Ma può essere più semplicemente che il nostro “apparato digerente”, il nostro “stomaco” legga come “squalo” ciò che riceve. Ed in questo senso il “mare degli alimenti” è il nostro limite.

Poi il 3° limite come “ il mare esterno” (“Mare Stomaco”) comunica con quanto abbiamo “fin dalla nascita” accumulato in noi (se ricordate questo era il Cervello, mare dei Midolli). E questo “mare” (chiamato “mare del sangue”) rappresenta la comunicazione fra il “mondo che è al nostro esterno e quello che è presente da sempre dentro di noi. E’ questo “mare del sangue” rappresenta anche il “calore” il modo con qui il nutrimento “esterno” comunica con la nostra “personalità”.

Vorrei ribadire il concetto con altri termini. Noi viviamo all’interfaccia di 2 mondi. Vi è il mondo esterno, quello dal quale raccogliamo alimenti, sensazioni, paesaggi, canzoni, odori e sapori … questo mondo esterno deve entrare in noi e vi entra grazie allo “Stomaco mare degli alimenti”. Ma vi è anche un mondo interno che non è costituito solo dalla nostra memoria ma anche (e qualcuno sottolinea specialmente) ma quel tanto che abbiamo ereditato (archetipi junghiani). Ma per la medicina cinese noi ereditiamo anche le aspirazioni dei nostri avi, ed anche i loro traumatismi . E questo è il cervello mare dei Midolli.

Poi questi 2 mondi (esterno ed interno) devono comunicare, scaldarsi e fondersi. E questo avviene grazie al “mare del sangue”. Poi ed infine noi o meglio “Io”. Come riesco ad assumere la mia personale identità “stretto” tra tutto ciò che mi arriva dall’esterno[1] (mare dei Liquidi e dei grani) e ciò che è ereditato dalle generazioni che mi hanno preceduto (cervello mare dei midolli). E questo è il Mare del soffio, il centro del torace del torace, l’Uomo, la zona che deve concorrere “ora”[2] a costruire quello che sono[3]. Usando l’analogia il Centro del Petto “allarga la strada della nostra vita”[4] e ci permette di avere e di vivere la nostra unica vita.

Ovviamente – poi – quanto riceviamo dall’esterno si integra con quanto abbiamo accumulato “geneticamente” nel Cervello mare dei midolli; questi – come già detto comunicano tra loro – in particolare – attraverso il “mare del sangue”. Il centro del petto mare dei soffi MOBILIZZA, purifica i soffi, riprende e riporta alla coscienza i ricordi personali ed ancestrali, fa comunicare le diverse parti della periferia del corpo con il centro, permette di essere un individuo unitario nonostante (e grazie) ciò che abbiamo ereditato, ciò che abbiamo vissuto e quello che abbiamo “mangiato”.

Come accennavo si tratta di un concetto complesso, poco descritto ed ancor meno compreso della medicina cinese. Ma i classici raccontano anche i sintomi connessi con le turbe dei 4 mari. Noi l’abbiamo ricordato per sottolineare come vi sia una interessante parte filosofica nella medicina cinese. Filosofia che non è mai fine a se stessa ma che ha sempre importanti risvolti anche sul piano fisico.

 

A cura di:

Prof. Maurizio Corradin - Medico-Chirurgo, Specialista in Medicina dello Sport, Professore a.C. di Fitoterapie e Agopuntura Università di Siena e Presidente del Comitato Scientifico Lefay SPA.

 



[1] E chiaro che noi nella situazione “normale” del mondo occidentale, noi che inorridiamo per quanto ci raccontano i mass media molte cose ci paiono inverosimili. Ma come saremmo stati con gli ebrei se fossimo vissuti nel 1930 in Germania? Come saremmo stati se fossimo vissti in epoche il cui “nutrimento” che ricevevamo dall’ esterno era molto “scarso” o di pessima qualità? La storia dell’ uomo è costellata di episodi incredibili che non hanno riguardato singoli individui ma intere popolazioni…

[2] Ed è per questo che sta al centro del Petto, la dove è posto l’ altare, dove metto il dito per dire “io”

[3] Corrisponde a nostro avviso all’ individualizzazione Junghiana

[4] Abbiamo utilizzato questa analogia riferendoci al cammino lungo la nostra vita come ad una strada. Questa può essere stretta se il mare dei midolli (e quindi – in questo senso – quanto abbiamo ereditato) contiene “immagini pesanti”. Allo stesso modo può essere stretta vivendo (stomaco mare dei Liquidi e dei Grani) in un ambiente “opprimente”. Per inciso ricordiamo che a nostro avviso sono i meridiani Qiao quelli che possono aiutare ad “allargare la strada”