Nella tradizione cinese il cuore è il punto centrale della vita psichica, è definito come qualcosa che “prende in carico” sia la vita fisica che psicologica, costituisce ciò che caratterizza una persona rendendola unica. La sua presenza garantisce l’esistenza e la singolarità di un individuo, ma non è sufficiente a far accadere qualcosa, in quanto deve costituirsi un pensiero, prendere forma un’idea.
Possiamo averne una maggior comprensione se analizziamo l’ideogramma Yi.
Nella parte inferiore è rappresentato il simbolo del cuore, sempre presente quando ci muoviamo in ambito psicologico. In quella superiore è rappresentato qualcosa che poggia su due gambe bene in estensione: quando ci si pone in questa posizione si è molto stabili.
La parte mediana rappresenta una nota del pentagramma musicale cinese: in realtà non si tratta solo di una nota musicale ma è il sistema con cui viene classificata ogni sorta di vibrazione che produce un suono.
Il significato complessivo riguarda quindi la capacità che ha il cuore di riconoscere che ogni vibrazione sia in assonanza alla natura dell’individuo di cui egli stesso rappresenta il centro. Il cuore è dunque visto come un compositore in grado di riconoscere, nel rumore di fondo dell’esistenza, le note da scegliere in armonia con ciò che si vuol comporre.
Ha inoltre la funzione di direttore d’orchestra in quanto è in grado di organizzare gli altri orchestrali (gli altri organi del corpo) nel perseguire il disegno che si è proposto: attraverso la capacità di elaborare un proposito, un’idea, l’uomo entra quindi in risonanza con il mondo esterno, ed è in grado di mantenersi in equilibrio tra le pulsioni interne e le aggressioni esterne.
A cura di:
Dott. Carlo Barbieri, membro del comitato scientifico di Lefay Resort & SPA Lago di Garda e collaboratore del settimanale IL de Il Sole 24 Ore.





