Va’ dove ti porta il rene…
Quando nella nostra mente si forma un’idea vuol dire che cristallizziamo, dal fiume in piena di percezioni ed emozioni che ci avvolge, una struttura che assume una sua forma e una sua dignità.
Per la Medicina Classica Cinese l’organo deputato a svolgere questo lavoro è, per analogia funzionale, lo stomaco o, in modo più esteso, l’insieme di organi e apparati che consentono la digestione del cibo e la sua trasformazione in qualcosa che risulti utile per l’organismo. Ecco perché il rimuginare continuamente un pensiero senza svilupparlo degnamente procura una cattiva digestione e, all’opposto, soffrire di patologie digestive porta a pensieri cupi e vagamente ossessivi.
A questo punto l’idea viene presentata al cuore il quale, lasciato sgombro da ogni emozione e da ogni desiderio, può riconoscere se il proposito formulato è in sintonia profonda con ciò che realmente siamo. Quando l’intenzione, l’idea, rimane, parliamo di volere. Ciò che cambia è la durata nel tempo, il proposito non è più come una meteora che rapidamente svanisce ma qualcosa che si radica profondamente nella mente e nel corpo. Questo è reso possibile dall’entrata in azione di un altro organo: il rene, custode e responsabile della volontà.
Analizziamo l’ideogramma Zhi 志 (volere): la parte inferiore è rappresentata da un cuore, sempre presente quando trattiamo argomenti di carattere psicologico, mentre nella parte superiore c’è qualcosa che sorge.
Zhi, negli annali di storia cinesi, significa anche memorandum. Questo perchè una società, come un essere umano, necessita di un collegamento con il passato e di una forte tensione per mantenersi vitale e muoversi in qualche direzione.
A cura di:
Dott. Carlo Barbieri, membro del comitato scientifico di Lefay Resort & SPA Lago di Garda e collaboratore del settimanale IL de Il Sole 24 Ore.





