Ogni stagione si caratterizza, secondo la millenaria tradizione energetica, per un colore, un odore, un suono ed un sapore specifico. Tutto ciò sottolinea la relazione che esiste fra il “piccolo mondo” (l’uomo) ed il “grande mondo” (ciò che ci circonda), connessione che avviene anche grazie e specialmente agli organi di senso. Nel grande parco del Resort sono dislocati quattro giardini chiamati rispettivamente il Drago Verde, la Fenice Rossa, la Tigre Bianca e la Tartaruga Nera. Ciascuno di questi giardini rappresenta una stagione, rispettivamente la primavera, l’estate, l’autunno e l’inverno o una fase della giornata, l’alba, il mezzogiorno, il tramonto e la mezzanotte e, per analogia, una grande funzione interna dell’organismo. Infine vi è anche il giardino del Centro. Una passeggiata lungo i nostri giardini aiuterà a “sentire” quello più congeniale ad ognuno di noi e permetterà anche di comprendere la stagione meno equilibrata dal punto di vista energetico. In realtà questi “animali simbolici” (Drago, Tigre ecc.) vivono dentro di noi e “vederli all’esterno”, nei giardini, permette di riequilibrare quelli interiori. In conclusione si può affermare che i nostri “giardini energetici e terapeutici” sono lo specchio di ciò che accade nella profondità dell’essere. Da questo punto di vista si potrebbe affermare che la nostra “coscienza” (il nostro “Io”) ed i nostri “organi di senso” utilizzano la relazione con l’esterno per “riaggiustare” una profonda funzione interiore.

 

In questa stagione nasce l’energia “leggera e luminosa” (Yang, “il giorno inizia a mezzanotte”) e quella “pesante” (Yin), è al suo massimo. Inoltre l’energia ripiega nella profondità del bacino (movimenti spaziali).  Se questi movimenti di energia globali non avvengono compaiono sintomi fisici (lombalgia, “sonno leggero”, gonfiori all’arto inferiore) e psichici (scarsa fiducia in se stessi, perdita della capacità di creare, paura). I soggetti a cui è particolarmente utile questo rituale sono quelli stressati, traumatizzati o paurosi. Il rituale comprende il massaggio della Tartaruga Nera, che nutre in profondità l’organismo riequilibrando le linee energetiche che “rinforzano l’armatura” del corpo. Ha scopo anti-aging, fornisce tono e vigore a quelle funzioni energetiche su cui si appoggia tutta la nostra vita. Durante il massaggio si utilizzano oli essenziali vaporizzati di ginepro o basilico o geranio o cipresso e in cromoterapia il nero o comunque colori scuri. La musica più idonea alla Tartaruga Nera è quella di Wagner (classica) o di Battisti (leggera). Anche il silenzio è una buona musica. Per la ginnastica alcune forme di Qi Gong.

Il giardino energetico con cui si sposa questo rituale è La Tartaruga Nera, specchio del luogo interiore dove l’uomo recupera le sue energie e si appoggia in se stesso, nella sua “pietra interna”. Considerato che è il rene l’organo che controlla tutti i movimenti di energia di questa stagione (è la Tartaruga Nera che alberga in noi) viene prescritta una tisana specifica costituita da betulla e verga d’oro che in fitoterapia occidentale sono considerate blandi diuretici ma alla lettura energetica vengono definite piante “che rinforzano la radice”. Si aggiunge l’angelica che viene considerata il ginseng dell’occidente.