Il Tai Ji è una pratica fondata sulla filosofia taoista che risale al 1200. Il suo ideatore mitico sembra essere Chang San Feng, monaco taoista. Un giorno, osservando il combattimento fra una gru ed un serpente, San Feng notò che il rettile riusciva ad avere la meglio grazie alla sua scioltezza e capacità di concentrazione. Il monaco decise quindi di sviluppare una nuova tecnica di combattimento più flessibile e dolce, il “Tai Ji Quan”, che rappresenta oggi uno dei punti essenziali di tutta la filosofia medica cinese. Esistono molte traduzioni di questo termine tra cui “boxe della sommità suprema”, “Tao insegnato medicante il movimento” e “pugno estremo”.

Al di là del fine del combattimento, il Tai Ji è fondato sul principio taoista dell’armonia ed è considerato un metodo educativo estremamente interessante per l’equilibrio psicofisico del corpo. Attualmente esistono due tipi di discipline marziali: il “Nei Jia Quan” (o “forma interna”), che associa al movimento le tecniche di respirazione, ed il “Wai Jia Quan” (o “forma esterna”), che si basa soprattutto sulla forza fisica. La forma interna, di cui il Tai Ji Quan rappresenta il massimo esponente, si basa sulla capacità di mobilizzare il QI (l’energia) ed è caratterizzato dall’armonia e da movimenti flessuosi e lenti.

Ecco una sintesi delle caratteristiche di questa ginnastica dolce ed armonica:

1. Un’arte “interna”

Durante il Tai Ji tutti gli organi interni, le articolazioni e i legamenti vengono coinvolti ed esercitati. La tecnica della respirazione  - che costituisce una parte fondamentale di questa pratica – tiene in esercizio ed accresce la capacità e la funzionalità polmonare.

2. I Benefici della respirazione controllata

Esercitare i polmoni con il Tai Ji consente di accrescere e migliorare anche la nostra capacità di rilassamento, mentre l’utilizzo del diaframma porta ad una maggiore dilatazione dei polmoni rispetto alla respirazione ordinaria. Il respiro lento e profondo crea inoltre una pressione indiretta sulla cavità addominale e un effetto-massaggio sull’intestino e sullo stomaco.

3. Il QI

Uno degli scopi fondamentali del Tai Ji è coltivare il Qi, ossia l’energia vitale che è in noi, il cui fluire viene ostacolato da muscoli, articolazioni e legamenti tesi. L’esercizio e il rilassamento di tali strutture grazie al Tai Ji serve a renderle più elastiche e forti e permettere al Qi di scorrere meglio.

4. Integrazione tra mente e corpo

Una delle peculiarità del Tai Ji consiste nell’integrazione tra mente e corpo. Questa tecnica aiuta ad allenare la mente e la concentrazione, affinché il corpo faccia ciò che la mente pensa, e ad aumentare la capacità di dirigere consapevolmente ogni movimento, la forza e il Qi.

5.  Ritrovare elasticità

I benefici fisici apportati dal Tai Ji restituiscono ai legamenti articolari l’elasticità che si tende a perdere con l’età, ampliandone l’escursione e prevenendone l’invecchiamento precoce e le artrosi. Per tale motivo il Tai Ji è particolarmente consigliato a chi svolge un tipo di vita sedentaria.