Il tarassaco è una delle piante medicinali più utilizzate nel mondo occidentale; da sempre, infatti, la medicina popolare utilizza questa pianta nella cosiddetta “cura depurante primaverile”, volta a depurare il fegato. In questo senso, il tarassaco è utilizzato come blando coleretico, diuretico, favorente la digestione, coadiuvante nel trattamento delle epatopatie e nei disturbi delle vie biliari. In generale, questa pianta trova indicazione nei casi in cui l’organismo necessita di un’azione depurativa generale, come in presenza di diete squilibrate o ricche di grassi, condizioni caratterizzate da lieve ipercolesterolemia e lieve iperglicemia.

Relativamente alla sua composizione, ricordiamo che questa efficace pianta medicinale contiene sostanze amare, che sono in grado di attivare il sistema gastroenterico e le sue secrezioni, favorendo  quindi il processo digestivo. Oltre alle sostanze amare sopracitate, il tarassaco contiene anche steroli, flavonoidi e molte altre sostanze.

Tra le altre proprietà di questa pianta spiccano quelle antidolorifiche e antiinfiammatorie, ma soprattutto quelle antiossidanti, che favoriscono la protezione dell’organismo dagli effetti tossici del tempo e delle scorie. Grazie ad alcuni studi è stata inoltre dimostrata la sua capacità di migliorare l’anemia e ottimizzare il contenuto di globuli bianchi e rossi nel sangue. Altri suggeriscono invece la sua utilità per prevenire colite e calcolosi renale.

Come molte altre piante medicinali, il tarassaco mostra anche effetti anticancro: tale proprietà è dovuta sia ad un effetto diretto sulle cellule cancerose sia ad un aumento della “risposta” immunologica dell’ organismo.

Scarsi sono gli effetti collaterali. È una pianta sicura, nonostante – date le caratteristiche farmacologiche – sia ovviamente sconsigliabile l’uso nei soggetti con gastriti ipersecretive (cioè caratterizzati da un’elevata  acidità gastrica) e nei soggetti con ostruzione delle vie biliari.

Relativamente al dosaggio, si consiglia un infuso di 5 grammi (l’equivalente di un cucchiaino da caffè) in 150 ml d’acqua. 2-3 tazze al giorno, particolarmente nel periodo primaverile, concorrono efficacemente a liberare l’organismo dalle scorie invernali.

A cura di:
Prof. Maurizio Corradin 
- Medico-Chirurgo, Specialista in Medicina dello Sport, Professore a.C. di Fitoterapie e Agopuntura Università di Siena e Presidente del Comitato Scientifico Lefay SPA.

 

E…qualche consiglio per l’utilizzo del tarassaco in cucina!

Il tarassaco può essere consumato fresco, in insalata, sia da solo che con altre verdure. In Piemonte, dove viene chiamato “girasole”, è tradizione consumarlo con uova sode durante le scampagnate di Pasquetta. Anche i petali dei suoi fiori possono contribuire a dare sapore e colore a insalate miste. I boccioli sono apprezzabili se preparati sott’olio, mentre i fiori si possono preparare in pastella e friggere. Le tenere rosette basali si possono lessare o saltare in padella. Con le radici tostate di tarassaco si può invece preparare un surrogato del caffè, che ne mantiene in certa misura il gusto e le proprietà digestive, simile al caffè d’orzo e al caffè di cicoria.